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Storia della Capoeira
MESTRE PASTINHA: CAPOEIRA ANGOLA

Vincente Ferreira Pastinha nacque in Salvador, Bahia, nel 1889; cominciò ad apprendere capoeira all'età di 10 anni da un vecchio nero, mestre Benedito, il quale, un giorno, vedendolo piangere dopo un litigio con un ragazzo più grande, lo avvicinò, proponendogli di spendere il tempo che perdeva piangendo imparando una cosa molto valida.
Ciò che il giovane Pastinha cominciò ad apprendere da quel vecchio non furono solo un insieme di tecniche di difesa personale, ma si addentrò in una cultura sconosciuta che rischiava la scomparsa.
Quando cominciò ad affermarsi il capoeira regional di Bahia di mestre Bimba, molti capoeiristi non si riconobbero in questo nuovo stile ed iniziarono una coalizzazione, che avvenne attorno a Pastinha, facendosi promotori e protettori del capoeira tradizionale dei neri d'Angola, denominata appunto Angola.

Mestre Pastina:
"il capoeira è la seconda lotta? Perché la prima è quella dei caboclos, e gli
africani si aggiunsero con la danza, parte del batuque e parte del candomblé , formarono la sua modalità (…) dettaglio storico importante … riferimento diretto alle radici del capoeira … le danze del candomblé e del batuque, questo derivato dai movimenti e ritmi del candomblé, specialmente perché nel batuque, danza con movimenti traumatici, disequilibranti, violenti, considerata ambiguamente danza e lotta, era espressamente proibito usare le mani! Simultaneamente appare la citazione della danza dei caboclos…elemento autoctono, brasiliano, indicatore dell'origine brasiliana del capoeira…"
Pastinha nel 1941 aprì il "centro esportivo de capoeira Angola"; lui e i suoi "seguaci", a differenza di mestre Bimba e della Regional, vedono nel capoeira non solo uno sport, ma una filosofia di vita, nella quale è richiesto un certo misticismo, lealtà con i compagni di jogo e obbedienza assoluta alle regole che lo presiedono.
L'insegnamento di Pastinha privilegia il lavoro fisico e mentale, la teatralità, il divertimento, la ritualità e il complesso gioco delle tattiche, praticando il gioco come espressione artistica.

Manoscritto di mestre Pastinha
« il capoeira angola può essere insegnato soltanto senza forzare la naturalità della persona, la faccenda consiste nel mettere a frutto i gesti liberi e propri di ciascuno. Nessuno lotta allo stesso mio modo, ma nel loro modo c'è tutta la conoscenza che io ho imparato. Ognuno è ognuno…».
Pastinha fu uno dei primi capoeiristi a riflettere, pensare e scrivere sulla filosofia e la cultura del capoeira (scrisse "herança de Pastinha"); morì nel
1981 e fino all'ultimo non lasciò i suoi discepoli benchè vecchio e cieco.